La grafica di un sito internet

Una domanda che ci viene posta frequentemente riguarda l’importanza dell’”impatto grafico” di un sito, allo scopo di massimizzarne l’efficacia. Quanto conta la grafica di un sito internet, al fine di impressionare favorevolmente il visitatore e indurlo a contattare l’azienda, o acquistare un prodotto online?

La risposta che ci sentiamo di dare sulla base della nostra esperienza professionale è che conta, ma sicuramente meno di altre cose, in quanto il vero fulcro attorno al quale ruota la credibilità e l’efficacia di un sito web è, piuttosto, il contenuto. Un sito web con contenuti scarsi o di cattiva qualità, non potrà mai essere “risollevato” da una grafica di un sito internet impattante, per quanto curata e sensazionale, mentre contenuti di qualità, abbondanti, originali e ben organizzati, portano certamente al successo commerciale un sito web pur semplice e senza “fuochi artificiali”.

Centralità ai contenuti!

I protagonisti di un sito web, lo ribadiamo, devono sempre e soprattutto essere i contenuti. C’è poca speranza, per un sito povero in testi e materiali fotografici, di riuscire a raggiungere lo scopo di restare impresso nel visitatore e generare un contatto, così come c’è poca speranza che esso riesca ad emergere sui motori di ricerca i quali non fanno altro che sondare proprio i contenuti di un sito, senza curarsi minimamente del suo aspetto estetico.

Originalità o convenzioni?

A cavallo del nuovo millennio, nel pieno “boom” del web, si è assistito a una grande quantità di varianti creative nel design dei siti internet. Veniva impiegato molto più impegno del progettare una interfaccia grafica di un sito internet originale, piuttosto che nel produrre e organizzare i contenuti. Erano gli anni in cui la tecnologia Flash, che consente di creare siti con grafiche animate e impattanti, sembrava la soluzione in grado di rendere ciascun sito fantastico e originale, in una specie di corsa agli armamenti, che vedeva le aziende rivaleggiare nell’originalità grafica delle proprie produzioni. Un emblema di questo approccio erano le famigerate “intro in Flash”, ovvero quelle specie di filmati introduttivi della durata — nei migliori dei casi — di qualche secondo che anticipavano l’accesso ai contenuti veri e propri del sito web. I designer stessi incentivavano queste soluzioni, perché soddisfavano il loro ego creativo e offrivano la possibilità di sbizzarrirsi mostrando le proprie abilità tecniche e artistiche.

Tuttavia ci si è resi conto che queste manifestazioni di abilità non erano affatto gradite  ai visitatori del sito: mentre designer e committenti le ritenevano un modo per stupire e rimanere “impressi”, il visitatore le percepiva come un fastidioso ostacolo ad un accesso veloce ai contenuti. Sia l’esperienza che studi di usabilità hanno dimostrato che che proporre agli utenti interfacce sempre diverse, per quanto originali e creative, non faceva altro che provocare una fastidiosa sensazione di “disorientamento” che si traduceva nella difficoltà del visitatore di trovare ciò che cerca — informazioni — portandolo ad abbandonare il sito. Inoltre lo sforzo creativo portava designer e committenti a perdere di vista i contenuti che venivano relegati addirittura ad un ruolo di secondo piano.

Oggi sappiamo con certezza che è importante seguire determinate convenzioni grafiche in modo da introdurre il visitatore, attraverso una interfaccia famigliare, a contenuti ricchi e ben organizzati. Lo schema di design che si è ad oggi affermato segue una impostazione già ben conosciuta da tutti gli utenti in quanto mutuata dall’editoria cartacea: intestazione, corpo della pagina, piè di pagina. Questo non significa che tutti i siti debbano essere “uguali”. Si possono creare innumerevoli varianti di questo schema sfruttando diversità di superfici delle varie componenti, contenuti, caratteri, combinazioni di colori, immagini, sfondi, e accorgimenti estetici. Ci sono poi i contenuti multimediali o sociali ad introdurre ulteriori elementi di variabilità, come ad esempio i pulsanti per condividere un articolo su Facebook o per inserire un commento a una pagina o a un articolo.

Resta il fatto che seguire questo schema collaudato garantisce risultati soddisfacenti.

Vi è anche una questione tecnica da considerare: i siti che necessitano di un gestionale contenuti devono avere caratteristiche tali da poter essere facilmente “motorizzati” con il software gestionale stesso, che ne deve governare i contenuti generando pagine graficamente coerenti. Una pagina web non è un foglio di carta e i gestionali contenuti non hanno il senso estetico di un grafico che lavora manualmente su ciascuna pagina, pertanto occorre che la struttura del sito sia sì elegante e bella, ma al contempo “adatta” ad essere gestita dal software gestionale.
Questo non significa che interfacce molto “creative” e realizzate in Flash non possano essere dotate di un gestionale contenuti. Occorre però essere consci che i costi, per questo tipo di realizzazioni, sono sensibilmente più alti rispetto a soluzioni basate sugli standard.

Via: blackstudio.it

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