Google separa l’indice per il mobile da quello per il desktop?

Google separa l’indice per il mobile da quello per il desktop

La notizia è talmente importante dal punto di vista della SEO che potrebbe sembrare dubbia, ma esistono diverse fonti (generalmente) attendibili che la confermerebbero: Google potrebbe presto utilizzare due diversi indici, uno per il mobile e uno per il desktop.

 

Iniziamo con un tweet di Danny Sullivan che sostiene che Big G stessa (a sua volta tramite le parole di Gary Illyes) abbia comunicato a “Search Engine Land” che il lancio del fino ad ora presunto indice “solo-mobile” di Google sia oramai unicamente una questione di “mesi” (quindi praticamente imminente).

Anche il “Search Engine Journal” lo confermerebbe con un articolo pubblicato soltanto alcuni giorni fa; infine persino il “Guardian” ha pubblicato un post nel quale l’aggiornamento verrebbe dato per certo.

Ma veniamo al dunque… Era da un po’ di tempo che si mormorava che Google stesse lavorando a separare i propri indici in due parti distinte suddivise sulla base dell’utenza di riferimento. Ovvero mentre fino ad ora il motore di ricerca inseriva tutti i siti in un unico indice e, sebbene con criteri differenti, utilizzava quello per proporre i risultati delle query sia a chi faceva ricerche da desktop che a chi operava da tablet o smartphone, presto potrebbe invece adottare due indici diversi.

Quello nuovo, dedicato espressamente alle ricerche eseguite via smartphone, sarebbe inoltre destinato a diventare l’indice principale! L’indice attuale invece, che pensato per diventare quello secondario, potrebbe essere utilizzato esclusivamente per le query da desktop, e aggiornato con minore frequenza.

Al momento non si hanno informazioni precise su quali potrebbero differenze tra i due indici, e come funzionerà quello nuovo. L’ipotesi è che separando gli indici Google potrebbe utilizzare anche algoritmi differenti per il posizionamento, facendoli lavorare su basi di dati differenti.

 

 

Via blog.html.it | Search Engine Land | Search Engine Journal |The Guardian